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Tendenze: i rockers
Tendenze: i Lit a Sigonella
…Questa volta vi porto sui Nebrodi, da me tanto amati.
Partendo da Catania, si imbocca l’autostrada per Messina e la si percorre sino a Giardini Naxos, dove si esce e si seguono le indicazioni per la SS185 di Sella Mandrazzi.
Una strada stupenda senza compromessi. “Motociclismo” di una decina d’anni fa le dedicò un bellissimo servizio, classificandola tra le più belle strade d’Italia.
Il primo spunto interessante dell’itinerario sono le arcinote gole dell’Alcantara. I bikers più in forma potranno scendere nelle gole approfittando della scala comunale - liberamente accessibile dalla strada - e disertando piuttosto i costosi e tristissimi ascensori di cui si servono pressoché tutti i turisti. Per chi non avesse visto questo tratto del nostro fiume più importante, si tratta di una sosta da non tralasciare (in estate, peraltro, è possibile anche fare due bracciate nell’acqua del fiume: occhio! E’ veramente gelida!).
Archiviate le gole, si riprende la 185, che presto si allontana da ogni forma di antropizzazione. Ragazzi…una vera goduria motociclistica….decine e decine di tornanti con stupendi paesaggi d‘alta quota che si aprono dietro ogni curva e l’Etna sempre presente –gigantesco- che mostra il suo versante nord (vista insolita per i catanesi). Ogni tanto qualche mucca, qualche gregge, quindi attenzione: la strada –stupenda- scatena selvagge pulsioni racing –tipo TT- ma non è una pista! Anzi, è pure piuttosto pericolosa per la presenza di fondo sporco e declivi scoscesi e quasi a strapiombo; quindi occhio vivo!
Giunti a Sella Mandrazzi, ad una quota di 1125 metri, si torna a scendere. Per chi è dotato di un’agile enduro (ma va bene qualsiasi moto non sportiva, poiché il fondo è molto buono, quando non piove), proprio da Sella Mandrazzi, in corrispondenza dell’unica costruzione di tutto il bosco, sulla destra, si diparte una bella sterrata di crinale, che consente di “cavalcare” tutti i Peloritani fino al messinese.
Chi -come me- ha invece una stradale, prosegue lungo la 185, per sostare a Novara di Sicilia. Borgo piacevole, che riserva qualche sorpresa: vi stupirete nel sentire parlare i locals, che si esprimono in un dialetto che si direbbe lombardo…frutto della travagliata storia della nostra Trinacria.
Quando mi trovo da quelle parti con la mia moto, di solito, entro in una delle antiche salumerie del paese e mi faccio preparare un bel panino col salame che poi mi vado a mangiare bello stravaccato nel bosco, qualche silometro più indietro. ; )
Da Novara di Sicilia si prosegue verso nord, sempre sulla 185, che ci conduce sino al mare, sulla costa tirrenica (per un po’ la strada perde interesse, attraversando zone urbanizzate); giunti al mare, si piega verso occidente, imboccando la statale tirrenica, e godendo di bei paesaggi costieri. Superata la famosa Tindari, va segnalata la zona di Capo Calavà, davvero stupenda. Se ci andate in estate, non perdete l’occasione di fare un bel bagno da quelle parti. Ne vale la pena. Belli anche Gioiosa Marea e Capo d’Orlado; in più v’è la ghiotta occasione di fare un piccola deviazione verso l’interno, per andare a Sant’Angelo di Brolo a comprare i famosi, buonissimi, salami (mi sta venendo fame).
Orbene, eravamo arrivati a Capo d’Orlando. Da lì si prosegue ancora per qualche kilometro verso occidente, sempre sulla statale tirrenica; superata Sant’Agata di Militello, si piega a sinistra in direzione San Fratello, e si imbocca la bellissima SS 289. Per me –e così, credo, per qualsiasi motociclista- questa strada è un vero forziere straripante di gioielli ( dove per gioielli intendo tratti superguidati e panorami letteralmente mozzafiato). Montagna e foresta allo stato puro: antropizzazione…pressoché zero.
Un paio d’anni fa mi è capitata la fortuna di percorrere questa strada di notte, quando gli animali selvatici se ne vanno a spasso:volpi, rapaci…un istrice –zampettando piano piano- mi ha attraversato la strada davanti… non trovo davvero le parole per descrivere cotanta bellezza. Da provare nella stagione giusta (secondo me maggio è l’ideale).
Proseguendo sulla 289 è bello fermarsi –magari per fare un picnic- a Piano Cicogna, dove c’è un rifugio della Forestale; poi si riprende la marcia sino a Cesarò, primo centro –più o meno- “urbano” dopo san Fratello; qui ci si può fermare per prendere l’ultimo caffè della giornata.
Lasciata Cesarò, ci si dirige verso Randazzo, e da lì, attraversando le belle contrade di Passopisciaro –zona altamente vocata alla produzione vinicola- si puntano le forcelle verso Linguaglossa, Fiumefreddo, e quindi Catania.
Bene…abbiamo percorso un bel po’ di kilometri. Penso che sarete un po’ stanchini.
Lampeggi. Jovan
