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Storie di moto: la BSA

La BSA, che in origine fabbricava armi a Birmingham, ha iniziato la produzione di motociclette nel 1906. Dopo avere realizzato alcune monocilindriche a valvole laterali di 500 e 560 cc, non ha tardato ad ampliare il suo listino con modelli di 250 e di 1000 cc (questi ultimi con motore bicilindrico a V).

Celebre è stato il " mono " a cilindro inclinato S 27 ( Sloper) apparso nel 1927 e dotato di distribuzione ad aste e bilanceri. La Blue Star è stata prodotta attorno alla metà degli anni Trenta in versioni di 350 e di 500 cc ( da circa 24 cavalli ). Il monocilindrico più sportivo della Casa ( e uno dei più veloci della produzione mondiale ) è stato il famoso Gold Star, apparso nel 1938, che disponeva di 28 CV a 6000 giri/min. Assai più tranquilli erano i modelli a valvole laterali M 20 e M 21 di 500 e 600 cc, rimasti in produzione ( e forniti in notevoli quantità all' esercito inglese ) anche dopo il termine del secondo conflitto mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1947 è iniziata a fabbricazione della bicilindrica di 500 cc ( A7 Star Twin, da 26 CV ), che nel 1951 è stata affiancata dal primo modello di 650 cc ( A 10 Golden Flash, da 34 CV ). Queste moto avevano il cambio separato a quattro marce , i cilindri in ghisa, la distribuzione ad aste e bilanceri e la lubrificazione a carter secco. Il motore aveva due supporti di banco e le bielli in lega di alluminio. L' albero a camme, posto nella parte superiore del basamento, dietro i cilindri, era comandato da una catena piazzata sulla destra. Inizilmente la testa era in ghisa ma in seguito è stata realizzata in lega leggera.

La trasmissione primaria era a catena. Il telaio era a doppia culla continua in tubi d' acciaio, come quello delle monocilindriche 350 e di 500 cc. Nel 1948 è iniziata la commercializzazione della 125 Bantam a due tempi, copia "speculare" della tedesca DKW RT di eguale cilindrata, rimasta in listino, nella versione maggiorata a 175 cc, fino alla seconda metà degli anni Sessanta e destinata a diventare la moto inglese più prodotta del dopoguerra.

La Gold Star, che nella versione più evoluta era contraddistinta dalla sigla DBD 34, è arrivata a erogare quasi 40 CV ed è rimasta in produzione fino al 1963. Molto popolare tra gli sportivi, è stata largamente impiegata nelle gare minori. E' stata realizzata anche in versione da cross. La direzione generale della BSA dopo anni di ottimi risultati con i modelli di grossa cilindrata a due cilindri paralleli ha deciso di sostituirli con altri dotati di motori comletamente nuovi, di impostazione più modena e in grado di fornire prestazioni più elevate.

Nel 1962 sono così apparse le A 50 di 500 cc e la A 65 di 650 cc, destinate ad essere prodotte in più versioni e a incontrare notevole successo nel corso degli anni Sessanta, in particolare le 650. La Spitfire del 1965 - 1970 disponeva di ben 52 CV a 7500 giri/min e aveva una splendida estetica di impostazione sportiva.

Molto brillanti erano anche le Lightning e la Firebird, prodotte in più varianti. Queste moto avevano il telaio a doppia culla continua e il motore, sempre con cilindri in ghisa e distribuzione ad aste e bilanceri, con il cambio in blocco e misure caratteristiche quasi perfettamente " quadre " ( 75 x 74 mm ). La trasmissione primaria era a catena e la lubrificazione a carter secco. Accanto a queste bicilindriche continuava la produzione dei modelli ad un solo cilindro, tutti dotati di cambio in blocco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notevole successo ha avuto il B 44, del quale è rimasta celebre la versione Victor 441, prodotta dal 1966 al 1970. Aveva il cilindro in lega leggera, un alesaggio di 79 mm e una corsa di 90 mm ed erogava 28 CV a 6500 giri/min. L' ultimo monocilindrico a essere prodotto dalla BSA è stato il B 50 di 500 cc, costruito nelle versioni SS, T e MX. Disponeva di 34 CV a 6200 giri/min ed è stato costruito solo nel 1971 e nel 1972.

 

 

 

 

 

 

 

 

Autentico canto del cigno di questa gloriosa Casa inglese è stata la tricilindrica Rocket 3 di 750 cc, prodotta dal 1968 al 1973. In pratica era identica alla Triumph Trident, eccezion fatta per l' estetica, l' inclinazione del blocco cilindri e il telaio. Disponeva di 58 CV e poteva raggiungere i 200 Km.

 

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